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Nuove Frontiere nella cura della caduta dei capelli precoce. »

Ecco l’uso dei fattori di crescita presenti nel plasma del proprio sangue per trattare la Calvizie intesa come alopecia androgenetica, la Calvizie intesa come alopecia areata, i capelli distrofici, e la Caduta dei Capelli

Gli ultimi studi condotti in ambito tricologico hanno messo in evidenza che a livello del bulbo dei capelli sono presenti cellule staminali dotate di recettori per i fattori di crescita.

I fattori di crescita sono estraibili dal plasma del paziente stesso concentrando le piastrine e infiltrando il Plasma ricco di piastrine (PRP) nel cuoio capelluto; con iniezione intradermica a cadenza di 2-3 mesi.

Il  PRP come ottima fonte di fattori di crescita, si è pensato di utilizzarlo per stimolare proprio le cellule staminali del bulbo pilifero.

Questo approccio terapeutico, già utilizzato negli Usa e in Brasile come terapia di sostegno nel trapianto dei capelli, si sta cominciando a testare anche in Italia con  risultati veramente incoraggianti : i capelli trapiantati  trattati con PRP presentano un irrobustimento maggiore.

Ma anche i pazienti con Calvizie, intesa come alopecia androgenetica, se trattati con PRP ottengono un rinvigorimento e una ricrescita  dei capelli.

Questo trattamento non ha nessun rischio di effetti collaterali perché le piastrine sono quelle del soggetto trattato (nessun rischio di rigetto, allergia) senza l’aggiunta di componenti farmacologici di origine animale o vegetale. Per questo motivo rappresenta un’alternativa alle terapie tradizionali che propongono farmaci come la finasteride di cui sono noti gli effetti collaterali specie sulla libido nei maschi e sugli effetti femminilizzanti del feto maschile in donne gravide.

Il PRP è oggi uno strumento innovativo valido scientificamente per contrastare la caduta di capelli, una sorta di autotrapianto, nel senso che il plasma che si inietta nel cuoio capelluto viene prelevato dal paziente stesso.

Il PRP è già da tempo usato in medicina dello sport, in ortopedia, in neurochirurgia, oculistica, cardiochirurgia, chirurgia toracica e chirurgia estetica. E’ già dunque una realtà certa per la sua efficacia , sicurezza, velocità di esecuzione per guarire i tessuti dopo una lesione .

In campo tricologico i fattori di crescita contenuti nel PRP attivano il  metabolismo dei capelli  inducendo un miglioramento nel trofismo della sua matrice.

Infatti quando il trattamento viene eseguito nel cuoio capelluto si nota un aumento percentuale della fase anagen nell’alopecia androgenetica, un ispessimento della zona nell’alopecia aerata e soprattutto un evidente miglioramento dello stato e dell’aspetto dei capelli in caso di capello distrofico.

I fattori di crescita contenuti nel PRP raggiungendo il follicolo pilifero lo rigenerano, di conseguenza i capelli che ne nascono diventano più forti e corposi perchè ne viene aumentato il diametro del fusto.

La tecnica è molto semplice e praticamente indolore.

Si effettua un prelievo di sangue intero e lo si centrifuga per separare i globuli rossi e bianchi dalla parte liquida dove si trovano le piastrine. Si preleva questa componente liquida e si aggiunge una particolare soluzione che determina la rottura delle piastrine stesse per realizzare la liberazione di granuli in esse contenuti; quindi si procede alla iniezione intradermica mediante un piccolissimo ago di soli 4mm, con tanti ponfi nella zona che si vuole trattare.

E’ un trattamento di biorivitalizzazione i cui risultati si cominciano ad apprezzare già dopo 3/4 settimane ma soprattutto proseguiranno nei mesi successivi. Si potrà rinnovare il trattamento ogni 2/3 mesi.

Caduta dei Capelli
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Gli effetti della vitamina E nella crescita dei capelli e nel cuoio capelluto. »

Per anni, la vitamina E è stata usata in lozioni per il corpo, in shampoo e balsami, ed in molti prodotti di cosmetica, ma solo recentemente la vitamina E come olio o integratore viene evidenziato come prodotto veramente vantaggioso.

La vitamina E ha mostrato di aiutare anche le aritmie cardiache, ed aiuta a mantenere giovane la pelle.

E’ risaputo che l’assunzione di vitamina E è vantaggiosa grazie alle proprietà antiossidanti che lavorano per proteggere le cellule del corpo da danni provocati da radicali liberi.

Recentemente, si è scoperto che l’uso di vitamina E potrebbe essere utile per combattere la caduta dei capelli.

Probabilmente sapete che il cuoio capelluto ha bisogno di avere una buona circolazione al fine di mantenere i follicoli dei capelli vivi e vegeti e che, quindi, massaggiare quotidianamente il cuoio capelluto è un ottimo strumento per contribuire a favorire la circolazione sanguigna del cuoio capelluto, ma purtroppo è una soluzione temporanea che cessa nel momento in cui viene terminato il massaggio.

Ecco che ci viene in aiuto la Vitamina E che per la crescita dei capelli è molto utile in quanto contiene preziosi antiossidanti che aiutano a mantenere il sistema immunitario attivo e sopratutto migliorano la circolazione sanguigna in tutte le parti del corpo, compreso il cuoio capelluto.

Questo non vuol dire che si deve interrompere il massaggio del cuoio capelluto, ma che se fatto in combinazione con un supplemento di vitamina E assunta quotidianamente, esso sarà probabilmente molto più efficace per crescita dei capelli.

E ‘importante conoscerne, prima di iniziare ad assumere la vitamina E, le proprietà ed eventuali controindicazioni in che possono insorgere in specifiche situazioni.

La vitamina è fa aumentare la quantità di ossigeno che arriva al corpo e puo creare problemi di coagulazione quando viene assunta per lunghi periodi.

Due studi clinici hanno riscontrato un aumento del rischio di ictus emorragico nei partecipanti che assumono alfa-tocoferolo; uno studio comprendeva dei fumatori maschi finlandesi che consumavano 50 mg/al giorno per una media di 6 anni, mentre l’altro studio ha coinvolto un folto gruppo di medici di sesso maschile negli Stati Uniti che consumavano circa 400 IU a giorni alterni per 8 anni. Poichè la maggior parte dei medici in questo studio venivano trattati anche con l’aspirina, questa scoperta potrebbe indicare che la vitamina E ha una tendenza a causare sanguinamento.

Dosi fino a 1.000 mg /al giorno (1.500 UI / al giorno in forma naturale o 1.100 UI /al giorno in forma sintetica) negli adulti sembrano essere sicure, anche se i dati sono limitati e si basano su piccoli gruppi di persone che consumano almeno 2.000 UI per poche settimane o mesi. Assunzioni di lungo termine potrebbero avere effetti negativi sulla salute. Le Ul di Vitamina E per i bambini non sono state stabilite.

Nell’ assumere un supplemento vitaminico come la vitamina E è, quindi, vivamente consigliato un consulto medico e comunque si consiglia sempre iniziare lentamente per garantire che non vi siano effetti negativi ed aumentare lentamente la dose.

Oltre ai vantaggi diretti dati dalla vitamina E per la crescita dei capelli, evidenziamo altre proprietà benefiche come il rafforzamento delll’intero sistema immunitario corporeo.

Nel complesso, se siete alla ricerca di un modo per aiutare i capelli a crescere o semplicemente ad essere sempre forti e lucenti, e prevenire quindi la calvizia, è un buon costume mangiare sano, ed incorporare sufficiente di vitamina E nella vostra dieta, o come supplemento vitaminico.

Calvizie
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La Calvizie: quando si manifesta, come si manifesta e come combatterla. »

Uno dei luoghi comuni più diffusi identifica la calvizie con la caduta dei capelli ma ciò non è corretto.

Con il termine calvizie, si indica specificatamente una condizione ormai instaurata e irreversibile di grave mancanza di capelli.

Il principale meccanismo della calvizie è la miniaturizzazione del capello, la trasformazione del capello terminale in capello ‘vellus’: il capello diventa, cioè, sempre più corto e sottile. Tale trasformazione dipende più precisamente dalla riduzione del bulbo ad opera di reazioni enzimatiche inibenti, che accorciano il ciclo di crescita del capello stesso, in condizioni di predisposizione genetica della persona.

Il bulbo rappresenta la parte vitale del capello, per questo il problema della calvizie è un problema del bulbo, non del fusto!

La calvizie maschile è quella che tutti conosciamo, cioè un diradamento progressivo del cuoio capelluto che parte dalle zone temporali, procede in senso posteriore, fino alla fusione con il diradamento del vertice o chierica. In altri rimangono visibili soltanto i capelli delle zone occipitali e temporali.

La calvizie esiste anche nella donna, tuttavia è più raramente grave per la ridotta presenza dell’ormone maschile (una delle cause fondamentali della calvizie). Si distingue perché non esiste, o è molto raro, il diradamento bi-temporale, cioè la stempiatura.

Si è visto che il fenomeno procede con velocità diversa da soggetto a soggetto e, nel maschio questo è condizionato dall’ereditarietà oltre che dalla quantità di ormone maschile nel tempo.

Durante i consulti medici è emerso che oggi più del passato, per alcune persone, la calvizie è diventato un problema piuttosto notevole e limitante nella vita . La mancanza dei capelli può avere ripercussioni non solo sul piano estetico, ma anche su quello psico-emotivo e sociale, nei rapporti con gli altri.

Quando la calvizie si presenta in giovane età diventa vera frustrazione perché si verifica una discronia tra un corpo giovane e prestante e quindi all’apice delle proprie potenzialità e un evento associato alla vecchiaia e alla perdita di energia e forza vitale

Di qui la ricerca, a volte spasmodica, di un rimedio e la disponibilità a sottoporsi a cure di indubbia efficacia o con effetti collaterali talvolta pesanti alla ricerca di una soluzione soddisfacente in grado di restituire la propria immagine.

Le cure e le terapie dermatologiche per la calvizie con finasteride e minoxidil sono tentativi per rallentare eventualmente la caduta dei capelli comunque sottoposti ad una evoluzione imprevedibile e irreversibile.

Quando la persona raggiunge la consapevolezza che i rimedi utilizzati nella prima fase della caduta non raggiungono l’effetto desiderato, nasce spesso il desiderio di rinfoltire in maniera radicale la propria immagine.

Tale desiderio lo porta verso un intervento di correzione estetica cioè alla chirurgia.

Calvizie
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Cause e Differenze tra la caduta dei capelli Fisiologica e l’Alopecia Androgenetica. »

La caduta dei Capelli.

Come tutti i "corpi viventi" il capello nasce cresce e muore, ed in condizioni non patologiche il cuoio capelluto, e più precisamente il bulbo pilifero, ne produrrà un altro di identiche caratteristiche.

E’ quindi normale che in alcuni periodi dell’anno si riscontri una caduta dei capelli. Altresi’ non è normale che i capelli persi non ricrescano più, o che riscrescano capelli piu’ sottili o deboli.

Il ciclo di vita di un capello sano.

Nel corso del suo ciclo di vita un capello sano attraversa tre fasi:

La fase Anagenica di un capello è quella primaria nella quale le cellule che costituiranno il capello vengono prodotte dalla matrice e cominceranno a crescere nel follicolo. Generalmente questa fase dura 4 anni negli uomini e fino a 7 nelle donne.

La fase Catagenica è una fase intermedia che dura mediamente 15 giorni, nella quale il follicolo cessa la riproduzione delle cellule e rimane in "stand-by" in quanto non riceve più nutrimento dal follicolo. In questa fase il capello nè cade, nè cresce ma rimane nel cuoio capelluto.

La fase Telogenica interrompe qualsiasi attività riproduttiva, anticipa la morte e quindi la caduta del capello stesso. In questa fase il capello morto è sostenuto unicamente dal follicolo e dal bulbo pilifero ed in condizione di cuoio capelluto sano la caduta del capello non si manifesta prima di 120 giorni.

Successivamente alla caduta, se non sono sopraggiunti fattori nocivi, la matrice provvederà ad ri-entrare in fase Anagenica ricominciando il ciclo naturale del capello.

Quando la caduta dei capelli è un caso patologico definito Alopecia o Calvizie.

La caduta dei capelli intesa come Calvizie, o Alopecia androgenetica, si manifesta quando nel ciclo vitale di un capello, e piu’ precisamente nella fase Anagetica, la matrice sostituisce il capello caduto (fase telogenica) con uno di spessore inferiore o non lo sostituisce affatto.

La Caduta dei capelli (Alopecia) si presenta quindi in seguito a disfunzioni endocrine, a causa di squilibrio a carico del sistema nervoso, carenze nutrizionali, infezioni microbiche, stress, turbe nervose, dermatosi, follicoliti batteriche, fattori ereditari o successivamente ad un trattamento chemioterapico e/o radioterapico sul capo.

Successivamente ad un trattamento chemioterapico, infatti, è da evincere che la Caduta dei capelli è data dall’ impiego di alcuni farmaci antitumorali o da un trattamento radioterapico in alcune particolari zone corporee, che, oltre a distruggere le cellule neoplastiche, possono contemporaneamente attaccare e distruggere i bulbi piliferi (la radice dei peli e dei capelli). È bene sapere, però, che non tutti i chemioterapici producono la caduta dei capelli, per cui ciascuno può chiedere al medico oncologo che lo sta curando, quali sono gli effetti della cura consigliata.

Come influiscono le stagioni sulla caduta dei capelli.

E’ risaputo che in alcuni mesi dall’anno la caduta dei capelli spesso aumenta. Non c’è da preoccuparsi, infatti gli uomini in quanto discendenti diretti di mammiferi conservano una manifestazione ancestrale propria: la muta.

Nei periodi aprile-maggio e settembre-novembre infatti alcuni ormoni, attivano un processo di caduta con un aumento del numero dei capelli che cadono. Si tratta di un fatto fisiologico che non è causa di calvizie o alopecia.

Le cause più comuni che determinano la caduta dei capelli.

Sicuramente la caduta dei capelli si manifesta con l’età, infatti è con essa che il nostro corpo si indebolisce. La nostra capigliatura, con il tempo, modifica in modo naturale la sua struttura, che si esaurisce.

All’origine della caduta dei capelli può esserci anche una carenza di sostanze nutritive. Le proteine e particolarmente la cheratina sono fondamentali per la nutrizione, quindi una corretta alimentazione che privilegia l’apporto vitaminico, una riduzione drastica di fumo e di alcol renderanno i capelli più forti e sani.

Altro fattore da valutare è sicuramente l’inquinamento atmosferico, sempre più alto negli ultimi anni. Questo fenomeno infatti viene considerato come causa di una precoce Caduta dei capelli perché accorcia il ciclo di vita del capello facendolo cadere prematuramente.

In ultimo, gli eccessivi lavaggi dei capelli, il sudore e la stanchezza di una intensa attività fisica non fanno bene ai capelli, li indeboliscono e ne facilitano la caduta. Il cloro della piscina danneggia la cuticola, sfibra il capello che lentamente cade.

La caduta dei capelli nelle donne.

Intorno ai 50 anni, per le donne, con l’avvicinarsi della menopausa, i capelli tendono ad assottigliarsi e ad indebolirsi perché perdono l’azione protettiva degli estrogeni.

Le donne che entrano nell’età della menopausa, e che manifestano la Caduta dei Capelli, dovrebbero ancor prima, lavorare in modo adeguato per prevenire l’indebolimento e di conseguenza la caduta dei capelli. Esistono dei trattamenti specifici, che danno la possibilità di anticipare il problematico indebolimento del cuoio e dello stelo.

La Caduta dei capelli dopo l’Estate o effluvio fisiologico.

Niente panico!!!

La caduta dei capelli dopo l’estate è un avvenimento naturale conseguente ad una maggiore esposizione al sole del cuoio capelluto. E’ infatti il cuoio capelluto, che con l’esposizione prolungata ai raggi UV risulta eccessivamente stressato; a questo si deve aggiungere il naturale ricambio fisiologico dei capelli che si trovano in fase Telogenica con il risultato naturale di una piu’ intensa Caduta dei Capelli.

Il fenomeno prende il nome di Effluvio ed è bene sapere che è un evento naturale che dura circe 2/3 setimane.

I più attenti noteranno che i capelli caduti presentano una pallina bianca all’estremità che era attaccata al cuoio capelluto, anche qui’ non c’è nulla da preoccuparsi in quanto questo indica che il capello non è spezzato quindi debole o in fase Anagetica, ma che ci troviamo in pieno Effluvio fisiologico.

Trapianto di Capelli
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Combattere la Calvizie con il Trattamento Microbiotico del cuoio capelluto. »

Un fattore fondamentale per il ripristino del trofismo del cuoio capelluto, e quindi della ricrescita dei capelli, è rappresentato dall’attivazione funzionale trofica dei muscoli pellicciai, essenzialmente del cuoio capelluto, ma anche del viso e del collo.

Ferma restando l’importanza di tutto il trattamento vitalizzante eubiotico dell’organismo in generale e dei trattamenti tricobiotici in particolare, l’attivazione trofica dei muscoli pellicciai si ottiene essenzialmente con una ginnastica educativa, e in molti casi rieducativa dei muscoli stessi.

Con particolare frequenza i muscoli pellicciai del cuoio capelluto non si contraggono, non soltanto per l’incapacità della persona di comandare la contrazione volontaria dei muscoli, da mancata abitudine, ma anche per una difficoltà di attuare la contrazione, quando il cuoio capelluto è fissato alla teca cranica.

E questo si verifica quando il connettivo lasso interposto tra cuoio capelluto e teca cranica, è diventato da lasso, sclerotico ed aderente al connettivo fibroso del periostio.

Da ciò deriva l’impossibilità di effettuare il movimento fisiologico di va e vieni attraverso una contrazione ritmica, alterna, del muscolo frontale in avanti e del muscolo occipitale in dietro.

Sebbene questi muscoli siano costituiti da fibre striate e quindi fisiologicamente muscoli volontari, sono in parte sottratti alia volontà, in quanto muscoli mimici, dai quali deriva tutta la mimica facciale, correlata ai vari sentimenti.

Tutti infatti sono in grado di contrarre il muscolo orbicolare delle labbra e il corrugatore del sopracciglio, così come quasi tutti sono in grado di contrarre il muscolo frontale, da cui deriva la formazione di rughe frontali, e di dilatare o restringere le ali dei naso.

La maggior parte delle persone però, non è in grado di comandare la contrazione dei muscoli auricolari, del muscolo occipitale e del muscolo platisma del collo.

Per ciò che riguarda quest’ultimo muscolo, nei trattati di anatomia si precisa, che la contrazione del platisma del collo influisce sulla contrazione dei muscoli mimici del viso e quindi sulla mimica facciale, mentre, a prima vista, questa contrazione sembrerebbe irrilevante, anche perché pochissimi sanno contrarre il platisma.

La contrazione di questo muscolo in verità si può si verificare, ma in modo involontario, quando viene compiuto uno sforzo muscolare, che induce una contrazione dei muscoli scheletrici del collo.

E questo avviene per le correlazioni anatomiche di questi muscoli col platisma.

E’ quindi evidente, che in un programma di prevenzione e cura degli inestetismi del capo e del viso non ci si deve limitare all’attività trofica dei muscoli pellicciai del cuoio capelluto, quando il problema è la caduta dei capelli, o dei muscoli del viso e del collo, quando il problema è rappresentato dalie rughe, dalle borse sotto gli occhi, dalle guance cascanti, o dal "doppiomento".

Quindi, per combattere la capelli (alopecia). Caduta dei Capelli: le cause comuni.">caduata dei capelli, tutti i muscoli pellicciai devono essere armonicamente attivati, a cominciare dal più negletto, cioè il muscolo platisma del collo, anche se il problema è soltanto quello di far ricrescere i capelli.

Trapianto di Capelli
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Il ruolo del testosterone nella Calvizie fronto parietale o stempiatura maschile. »

In generale la perdita dei capelli  nel maschio è un processo che inizia dapprima con un innalzamento della linea frontale dei capelli  insieme ad un diradamento del vertice, poi subentra un diradamento alle tempie. Nell’ alopecia  frontoparietale fisiologica  l’uomo si presenta stempiato ma non calvo e il responsabile di questa azione è il testosterone. L’ alopecia frontoparietale può rappresentare il preludio alla calvizie vera e propria quando aumenta la produzione del diidrotestosterone per trasformazione enzimatica su una base ereditaria.

Concludendo, la sola presenza del  testosterone è sufficiente a provocare la stempiatura negli uomini, ma non la calvizie vera e propria del vertice che invece è ereditaria e dovuta all’ormone diidrotestosterone. Gli studi scientifici  affermano infatti che la sensibilità dei follicoli piliferi agli steroidi sia diversa nelle diverse aree del cuoio capelluto.

Gran parte dei follicoli che si trovano nella zona del vertice presentano una sensibilità al diidrotestosterone , mentre i follicoli sensibili al testosterone abbondano nella zona frontoparietale. I follicoli delle zone basse e della nuca appaiono largamente insensibili agli androgeni. Tutti i follicoli, comunque, hanno bisogno dell’ormone estrone .

Questi risultati trovano applicazione nella terapia contro la caduta dei capelli negli uomini e nelle donne.

All’uomo con alopecia androgenetica vengono prescritti due farmaci inibitori”(finasteride e duasteride ) che vanno ad inibire l’enzima che trasforma il testosterone in diidrotestosterone,  inibendo cioè la caduta conseguente dei capelli.

Ma la stessa terapia nelle donne affette da alopecia carenziale o da telogen effluviuo è inefficacie perché vanno ad inibire il metabolismo di un ormone quasi assente ( nelle donne con valori ormonali normali il testosterone è presente in piccole quantità e la sua trasformazione in diidrotestosterone è irrilevante!). In questi casi la terapia adeguata e efficace è quella topica con estrone o con17-alfaestradiolo.

Quando la donna manifesta una alopecia al vertice e ancor piu’nella zona frontoparietale come nell’uomo allora si dovrà sospettare un’aumento di androgeni,  di testosterone , e nella terapia topica si dovrà usare un suo antagonista cioè lo spironolattone.

Trapianto di Capelli
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Le Calvizie da steroidi sessuali. »

Il ciclo del capello è controllato essenzialmente da due ormoni steroidi sessuali: il diidrotestosterone e l’estrone che vengono prodotti in loco dal follicolo stesso, questi due ormoni regolano la capelli (alopecia). Caduta dei Capelli: le cause comuni.">caduta dei capelli

Il diidrotestosterone porta il follicolo in catagen e il capello in telogen o caduta. L’estrone mantiene le mitosi della matrice e la durata dell’anagen, attiva le cellule staminali all’inizio dell’anagen stesso.
All’enzima

-alfa reduttasi che converte il testosterone in diidrotestosterone è legato il quadro clinico dell’alopecia androgenetica detta anche calvizie classica. Infatti l’alopecia di questo tipo è si dovuta ad un messaggio genetico ma per realizzarsi ha bisogno degli ormoni  maschili o androgeni. Quindi il soggetto che eredita la calvizie (genotipo) la manifesta clinicamente solo in presenza di androgeni (genotipo).

L’alopecia androgenetica

Il termine androgenetico deriva dalla presenza nel sangue dei normali ormoni androgeni,  da una eredità multigenica familiare e dalla attività di enzimi particolari presenti nei follicoli piliferi come il 5-alfa convertitore dell’ormone maschile in un ormone diidrotestosterone o DHT responsabile della caduta dei capelli. Questo tipo di caduta coinvolge la zona del vertice nel maschio definendo precisamente una calvizie maschile a pattern con il tipico svuotamento del vertice . Questo quadro è frequente negli uomini e raro nelle donne.

L’alopecia carenzale

Il termine deriva da una carente attività dell’ormone estrone nel follicolo pilifero. Si manifesta con un quadro clinico di alopecia diffusa su tutta la testa  ed è frequente  nelle donne. Questa carenza locale di estrone è responsabile della caduta dei capelli benchè i  meccanismi non sono ancora del tutto chiariti. I casi di  ragazze con capelli fini , lunghi e diradati su tutta la testa con svuotamento in piu’ sul vertice e nella zona frontale hanno spesso una madre con quadro clinico simile ma hanno livelli ormonali normali, non presentano eccesso di ormoni maschili nel sangue , non presentano elementi tipici del telogen effluvium, rientrano invece in una diagnosi di alopecia carenzale.

Come combattere la calvizie con il trattamento tricobiotico del cuoio capelluto. »

Per combattere la caduta dei capelli e prevenire la Calvizie, al trattamento vitalizzante dell’organismo va affiancato un trattamento vitalizzante del cuoio capeliuto in tutte le sue componenti e cioè epidermide, connettivo e muscoli pellicciai.

E’ risaputo che il presupposto per la ricrescita dei capelli è che il terreno, cioè il cuoio capeliuto recuperi il suo normale trofismo, cosicché dall’epidermide si possano formare nuovi abbozzi di follicoli e di papille e bulbi piliferi con i loro annessi (ghiandole sebacee e muscoli erettori del pelo).

Il trattamento topico del cuoio capelluto può essere così sintetizzato:

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La Calvizie come muta abnorme dei capelli. »

La fase catabolica del capello, che conclude il suo ciclo vitale è caratterizzata da una involuzione della papilla germinativa del bulbo, che riducendo l’apporto di ossigeno e di nutrienti al bulbo, ne provoca la regressione e quindi l’atrofia. Dopo di che il capello cade.

Quando l’involuzione della papilla vascolare germinativa è provocata da fattori tossici esogeni o endogeni, o da vasocostrizione correlata a stress con la conseguenza che il capello vive poco più di un anno o pochi mesi, si tratta chiaramente di un evento patologico. Deve però essere fatto notare, che l’azione tossica distrofizzante, che ha provocato la caduta del capello, eserciterà la stessa azione dannosa sul nuovo bulbo e la nuova papilla germinativa, cosicché i nuovi capelli, che cresceranno saranno sempre più fini e sempre più deboli, cioè con vitalità sempre più ridotta. E così insorgerà più o meno rapidamente la calvizie.

Nel caso della calvizie androgenetica, la caduta dei capelli, pur essendo dovuta a una involuzione della papilla germinativa, è però da ricondurre a un meccanismo diverso. Infatti il capello invece di morire perché giunge alla fine del suo ciclo vitale, o per evento normale, o a causa di agenti patogeni esterni, muore secondo un processo, che si potrebbe definire un "suicidio", per certi aspetti analogo a quello, che si verifica nella patologia autoimmune.

Il meccanismo biologico, che regola la caduta dei capelli stagionale e ancor più nella calvizie androgenetica dell’uomo, è probabilmente sempre lo stesso e cioè una forma tanatologica di "amputazione". E’ un meccanismo analogo a quello del distacco dell’endometrio, a ritmi mensili, secondo un gioco ormonale. Questa caduta dei capelli è sempre correlata a una riduzione della circolazione ematica, con conseguente minor apporto di ossigeno e di nutrienti alla matrice, che distrofizzandosi, finiscono col cadere.

In questo processo di "distaccocaduta" ha sicuramente una parte di rilievo il fattore ormonale, che è dimostrato in modo eclatante nella calvizie androgenetica, ove avviene una trasformazione nel bulbo dei capelli e, in particolare, nelle ghiandole sebacee, del testosterone in diidrotestosterone, che esercita una azione "tossica" sul bulbo pilifero, anche attraverso una vasocostrizione, che si accentra sulla matrice del bulbo e sulla papilla germinativa.

La trasformazione del testosterone in diidrotestosterone avviene ad opera di un enzima, la 5 – alfa – reduttasi.

Nell’uomo, che va incontro a calvizie androgenetica si verifica un disordine di tutto il processo metabolico del ciclo vitale del capello. L’azione abnorme dell’enzima 5 – alfa – reduttasi avviene infatti nell’ambito di un turbamento degli altri enzimi a carattere ossidativo e fosforilativo, che agiscono in senso trofico sul bulbo (citocromoossidasi, succinodeidrogenasi, esterasi, fosforilasi). Si tratta quindi di una enzimopatia, correlata a una deviazione abnorme afinalistica del processo di muta dei capelli, che diventa antiorganismica, si potrebbe dire "suicida", poiché si sottrae ad ogni controllo, così da essere non più limitato, ma prolungato nel tempo.

Poiché il testosterone ha come sede di accumulo i capelli e le ghiandole sebacee, la sua trasformazione in diidrotestosterone, ne fa abbassare il livello di concentrazione in queste sedi. Per ripristinare il normale accumulo di testosterone i capelli fanno fronte con un aumento dei recettori per il testosterone, che in alcune zone (vertice o fronte-temporale) può arrivare fino a 100 volte. Ne deriva un aumento dell’accumulo di testosterone e di conseguenza un aumento della produzione dell’enzima 5 – alfa – reduttasi, che indurrà una formazione sempre più elevata di diidrotestosterone, con conseguente caduta dei capelli.

Questo meccanismo perverso cesserà soltanto quando tutti i capelli, che dovevano cadere saranno caduti e si sarà instaurata una calvizie totale fronte – occipitale, salvandosi soltanto i capelli in sede temporale e nucale.

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La Calvizie ed il deficit della vascolarizzazione. »

La calvizie può essere considerata come un evento catabolico per un prevalere della caduta dei capelli rispetto alla ricrescita.

L’alterato trofismo del cuoio capelluto e di conseguenza la caduta dei capelli vanno correlati, in molti casi, a uno scadimento psico-fisico della vitalità dell’intero organismo. E’ ben noto, che in caso di malattia i capelli perdono di lucentezza e che negli animali la bellezza e lucentezza del pelo è chiara espressione dello stato di salute.

Va precisato, che questa correlazione tra capelli (alopecia).">caduta dei capelli e scadimento psico-fisico spesso manca nel caso della calvizie androgenetica, salvo quando è la calvizie, che suscita la depressione e non viceversa.

E’ fuor di dubbio, che esiste una predisposizione costituzionale nei confronti della calvizie, dal momento che i soggetti non calvi rappresentano l’evidente dimostrazione, che esiste una resistenza alla calvizie, nonostante la sicura azione su di loro della gran parte dei fattori considerati responsabili della calvizie, fatta forse eccezione per la calvizie androgenetica.

Ferma restando l’esistenza di fattori, che provocano direttamente la caduta dei capelli, è evidente che l’assottigliamento del cuoio capelluto può rappresentare di per sé un fattore negativo per la crescita dei capelli. Sicuramente l’assottigliamento del cuoio capelluto rappresenta un aspetto locale dell’invecchiamento generale dell’organismo, che può insorgere più o meno precocemente o tardivamente da soggetto a soggetto.

Rappresentano una importanza particolare tutte le cause, che provocano un deficit della vascolarizzazione e quindi dell’apporrto di ossigeno e dei vari nutrienti. Avrebbe quindi importanza sia uno stato anemico, che tutte le cause, che provocano uno spasmo vascolare, come stress e distonie neurovegetative.

Ma a provocare più che un deficit funzionale, una involuzione della rete vascolare è certamente la sclerosi del connettivo del derma e sottocutaneo, correlata a un deficit funzionale del cuoio capelluto, con conseguente saldamente al periostio della teca cranica.

La rete capillare subisce inevitabilmente una involuzione a causa dellacompressione da parte delle fibre sclerotiche. Un fattore, che può favorire la distrofia sclerotica può essere anche rappresentato da un invecchiamento del connettivo in generale, per carenza di vitamica C, costituita dal fattore C1 (acido ascorbico) e fattore C2 (bioflavonoidi), che presiede al metabolismo dei connettivi.

Questo deficit della vascolarizzazione si ripercuote negatività nei confronti del trofismo dei muscoli pellicciai, già tendenzialmente ipotrofici per mancato movimento, sia volontario, che involontario, in quanto muscoli mimici e a causa della frequente fissazione del cuoio capelluto al periostio della teca cranica. A ciò si aggiunga l’azione particolare del testosterone, che, come è noto si deposita nei capelli.

I capelli, particolarmente ai vertice e alle tempio, sono provvisti di recettori che captano il testosterone, che ad opera di un enzima, la 5 alfa reduttasi viene trasformato in diidrotestosterone, che sarebbe dotato di azione tossica per il capello, anche per una vasocostrizione, a livello della papilla germinativa.

E’ probabile, che l’azione vasocostrittrice del diidrotestosterone agisca oltre che elettivamente sui vasi delia papilla pilifera, con conseguente azione distrofizzante sul bulbo fino all’atrofia, anche sulla vascolarizzazione generale del cuoio capelluto, danneggiandone il trofismo.

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